Levigatura radicolare

By | ottobre 30, 2015

61Anyzr4p4L._SX522_La procedura di levigatura radicolare, chiamata anche scaling o root-planing, è usata dal dentista o parodontologo per levigare le radici dei denti che, solitamente, sono coperte dalla gengiva.

Lo scopo della manovra è quella di staccare il tartaro sotto-gengivale adeso alle radice degli elementi dentali e di asportare sottili strati di cemento radicolare infetto e materiale necrotico dalle tasche gengivali che i batteri stessi hanno creato e nelle quali si nascondono.

La levigatura radicolare è un approfondimento della pulizia denti professionale per quei soggetti che presentano recessione gengivale, infiammazione dei tessuti molli che circondano gli elementi dentali, molto tartaro sotto il bordo gengivale e che si spinge in profondità.

Se non fermato, il progressivo riassorbimento osseo causato dall’infezione è esso stesso causa dell’instabilità dei denti e della loro prematura caduta.

Mediante levigatura delle radici si ottiene una superficie radicolare liscia e dura sulla quale sarà più difficile l’adesione batterica e l’accumulo di placca e tartaro.

La superficie radicolare liscia ottenuta favorisce la nuova adesione del tessuto gengivale al cemento del dente e la conseguente riduzione della profondità delle tasche gengivali.

Strumenti utilizzati

Gli strumenti a disposizione del medico per portare a termine lo scaling o levigatura radicolare sono molti ed ogni operatore ha messo a punto la propria tecnica prediligendo il maggiore utilizzo di alcuni di essi piuttosto che di altri ma, tutti, concordano che solo con la sinergia di più strumenti si riescono a raggiungere i migliori risultati:

SCALERS o CURETTES
Ce ne sono di diverse forme a seconda della superficie che devono levigare. Gli scalers vengono inseriti all’interno delle tasche gengivali e l’azione meccanica della lama affilata permette la levigatura della superficie del cemento radicolare.

In questo modo è possibile asportare materiale infetto ed una parte di cemento necrotico per far affiorare quello sano, più duro e più resistente ad un nuovo tentativo di attacco da parte del tartaro.

ABLATORE ULTRASONICO
L’ablatore ad ultrasuoni è uno strumento con differenti punte mosse da un motore elettrico e serve per rimuovere le concrezioni sopra-gengivale, quelle sotto gengiva e procedere con il curettage o, in italiano, levigatura radicolare.

L’alto numero di oscillazioni delle punte speciali dell’ablatore provoca calore a causa dello sfregamento.

Per tenere sotto controllo la temperatura gli strumenti ad ultrasuoni sono dotati di raffreddamento ad acqua che agisce da detergente e battericida se addizionata con agenti antibatterici liquidi.

FRESE ROTANTI
Sono frese montate su micromotore che esercitano una moderata azione abrasiva e sono adoperate per assicurare la perfetta levigatura delle radici durante la fase finale del lavoro (fase di root polishing ovvero lucidatura delle radici).

Prima dell’intervento

All’intervento di levigatura radicolare il dentista, solitamente, antepone una o più sedute di pulizia denti professionale per rimuovere il tartaro visibile e diminuire il sanguinamento delle gengive.

Per preparare le gengive ed i tessuti circostanti, il medico può valutare il ricorso alla terapia antibiotica, l’utilizzo di un collutorio medicato e gel gengivali specifici per tessuti molli infiammati.

L’intervento di levigatura delle radici porta alla guarigione della parodontite ed all’eliminazione delle tasche parodontali solo se si rimuovono tutti i fattori eziologici (fattori scatenanti) quindi solo se si arriva a rimuovere il tartaro ed i tessuti infetti fino in fondo a ciascuna tasca.

Ecco spiegato il motivo per cui è fondamentale procedere prima con una visita parodontale approfondita con sondaggio in più punti per ogni dente e poi con la compilazione attenta della relativa cartella parodontale che servirà da guida per la successiva levigatura.

Quelli descritti finora, sono i motivi per cui non bisogna confondere la levigatura con la pulizia denti.

Sono due procedure completamente diverse e poste in essere da professionisti diversi: la prima è appannaggio dell’igienista dentale mentre la seconda può essere portata a termine solo da un dentista o, meglio, da un parodontologo specializzato.

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Levigatura per quadranti o senstanti

 

Nella levigatura per quadranti, la bocca del paziente è suddivisa, idealmente, in 4 quattro quadranti (2 quadranti superiori e 2 inferiori) e si procede iniziando da un quadrante per poi passare a quello successivo.

Nella levigatura per sentanti, invece, la bocca del paziente è divisa, sempre idealmente, in 6 sestanti, 3 per ogni arcata.

In funzione della quantità di tartaro da rimuovere è possibile terminare la levigatura in una sola seduta oppure in più sedute.

In questo secondo caso, è bene che le sedute di scaling siano ravvicinate evitando così che i tessuti trattati possano essere ricontaminati da quelli adiacenti non ancora curati.

Utilizzo del microscopio

Il microscopio odontoiatrico è uno strumento sempre più utilizzato nello studio dentistico ed anche le manovre di levigatura radicolare ne traggono vantaggio.

Attraverso il microscopio il parodontologo ha una visione chiara e nitida del campo operatorio e può valutare con estrema precisione il risultato finale.

Alcuni medici riescono così ad evitare anche l’anestesia locale pur in presenza di tasche profonde (addirittura fino a 9 mm).

Il microscopio ha un’altra caratteristica importante, permette all’operatore di documentare il suo operato o la sua valutazione attraverso la registrazione effettuata dalla telecamera del microscopio stesso.

Tale documentazione è utile sia al paziente che in ambito medico-legale (odontoiatria forense o legale).

Antibiotici prima e dopo levigatura radicolare ?

La domanda è molto precisa ma la risposta non può esserlo altrettanto poiché le scuole di pensiero a questo proposito sono discordanti.

Per dovere di completezza le riportiamo entrambi lasciando al lettore le valutazioni e suggerendo di affidarsi sempre al proprio medico curante o dentista per ulteriori approfondimenti.

Per approfondimenti: Antibiotici e parodontite.

Levigatura radicolare chirurgica

Esistono due differenti protocolli di microchirurgia odontoiatrica per asportare il tartaro ed i tessuti necrotici dalle tasche parodontali e dalla superficie delle radici dei denti, quella descritta di seguito è chiamata levigatura radicolare classica.

In pratica, dopo aver somministrato l’anestesia locale, il parodontologo utilizza gli scalers manuali per bonificare le tasche e levigare le radici con conseguente riduzione dei sintomi della parodontite (infiammazione, gengive gonfie ed irritate etc.).

In alcuni casi, però, la semplice levigatura radicolare non è sufficiente poiché le tasche sono talmente profonde o le radici hanno una ramificazione tale che il medico non riesce a vedere se è stato asportato tutto il materiale purulento oppure, in fondo, ne residua dell’altro.

In questi particolari casi si deve procedere con un altro protocollo annoverato nelle pratiche della parodontologia ovvero: la  levigatura radicolare a cielo aperto o chirurgica poiché si tratta di un vero e proprio intervento con tanto di punti di sutura.

Levigatura e laser

L’impiego del laser per la bonifica delle tasche gengivali suscita pareri contrastanti poiché alcuni medici ritengono di poter sostituire la levigatura meccanica con la rimozione dei materiali infetti ed infettanti con applicazioni laser.

Altri paradontologi, invece, sono del parere che il laser rappresenta una ulteriore arma per sconfiggere i batteri patogeni all’interno delle tasche ma non può sostituire la levigatura radicolare meccanica fatta a mano con gli scalers o curettes.

Il laser è ottimo per distruggere i batteri che si annidano sul fondo delle tasche ma non può nulla contro quelli che, invece, sono annidati negli anfratti laterali delle radici dei denti.

A questo proposito vi invitiamo a leggere l’articolo specifico dal titolo: Curare la parodontite con il laser in cui trovate la descrizione completa della procedura.

Dopo l’intervento

Al termine dell’intervento di microchirurgia parodontale per la levigatura radicolare, il dentista provvede a posizionare delle striscioline imbevute di antibiotico a lento rilascio come la doxiciclina per un’azione battericida locale.

Il medico valuterà se prescrivere antibiotici in compresse per controllare la flora batterica orale per favorire la guarigione dei tessuti trattati.

Dopo l’intervento è, generalmente, consigliato un collutorio alla clorexidina 0,25% e l’utilizzo di un dentifricio per denti sensibili poiché le radici dei denti, private della copertura del tartaro, potrebbero risultare maggiormente sensibili agli stimoli caldo/freddo.