Impianti trasversali

Implantologia a carico immediato con poco osso: le alternative all’innesto osseo.

Alternative all’innesto osseo 1 Tecnica

Impianti inclinati

Il posizionamento inclinato degli impianti dentali permette di superare i limiti anatomici con i quali il chirurgo implantologo ogni giorno si confronta. – Nel mascellare superiore l’inclinazione dell’impianto permette di evitare il recesso mesiale del seno mascellare. – Nel mascellare inferiore  l’inclinazione dell’impianto permette di evitare l’emergenza del nervo alveolare inferiore. Inoltre gli impianti inclinati, poiché  vengono ancorati in maniera ottimale nell’osso residuo del paziente, permettonodental-sky12  il carico immediato, protocollo che non sarebbe attuabile allorché si intervenisse con  tecniche di rigenerazione o di innesto osseo.

Ma in taluni casi clinici molto impegnativi  gli impianti corti o gli impianti inclinati non  sono sufficienti per ottenere garanzie di successo.  Queste situazioni che possiamo definire ”estreme” e che sono tipiche di pazienti che per molti anni hanno portato protesi mobili e che quindi hanno poco osso, possono essere risolte con l’inserimento di impianti zigomatici e/o pterigoidei.

Hai Poco Osso?  Non vuoi sottoporti ad innesti o a rialzi del seno mascellare? Alternative all’innesto osseo:

1 Tecnica “IMPIANTI TRASVERSALI O INCLINATI

2 Tecnica “IMPLANTOLOGIA ZIGOMATICA O IMPIANTI ZIGOMATICI

Poco osso? Evita innesti con gli impianti dentali inclinati/trasversali

dental-sky123Gli impianti inclinati non comportano percentuali di fallimento differenti rispetto a quelli assiali: lo affermano tre ricercatori svedesi, delle università di Malmö e di Göteborg, alla luce dei risultati di una revisione sistematica della letteratura pubblicata sul Journal of Dentistry. Ed ecco i dati: il processo di mining negli archivi scientifici ha portato all’identificazione di 1.336 articoli, ridotti a 44 dopo l’applicazione dei criteri di selezione, che hanno permesso l’analisi di 5.029 impianti tiltati e 5.732 posizionati assialmente; i fallimenti riscontrati sono stati l’1,63% nel primo caso e l’1,81% nel secondo. C’è tuttavia da segnalare una differenza statisticamente significativa di fallimenti negli studi che hanno valutato solo gli impianti inseriti sulla mascella, a favore di quelli posizionati assialmente. Invece, negli impianti inseriti nella mandibola questa differenza non si è avuta. Non si sono inoltre osservati effetti degli impianti inclinati sulla perdita di tessuto osseo marginale.

Come fanno notare gli autori, il risultato della revisione deve essere valutato in relazione «ai vantaggi biomeccanici che si ottengono nel caso di protesi fissa ad arcata completa con impianti splintati, il tipo di riabilitazione più comunemente effettuato negli studi inclusi nella metanalisi, poiché secondo questo protocollo gli impianti sono inseriti in posizioni strategiche dal punto di vista della distribuzione del carico. Il posizionamento di due o più impianti inclinati ben ancorati nei settori posteriori insieme a impianti in zona anteriore orientati assialmente fornisce un supporto di prevedibile successo per protesi ad arcata completa».

L’inclinazione consente l’utilizzo di impianti più lunghi che possono interessare una maggior quantità di osso residuo con conseguenze benefiche in termini di stabilità dell’impianto. Il posizionamento inclinato degli impianti dentali permette di superare alcuni dei limiti anatomici con i quali l’implantologo si confronta quotidianamente: nell’arcata superiore l’inclinazione evita il recesso mesiale del seno mascellare, mentre in quella inferiore permette di evitare l’emergenza del nervo alveolare inferiore.

Proprio perché vengono ancorati in maniera ottimale all’osso residuo, gli impianti tiltati permettono il carico immediato. A questo proposito, è importante fare qualche considerazione riguardo allo splintaggio degli impianti: gli esperti suggeriscono che non sia tanto il carico immediato a influire sull’osteointegrazione, quanto piuttosto i micromovimenti in corrispondenza dell’interfaccia. Questi piccoli movimenti si producono tra la superficie dell’impianto e l’osso circostante durante il carico funzionale e, oltre a una certa soglia, subito dopo il posizionamento dell’impianto interferiscono con la guarigione ossea, favorendo la formazione di tessuto fibroso e ostacolando l’adesione del coagulo di fibrina all’impianto stesso. Dunque, lo splintaggio degli impianti, agendo sulle forze occlusali, nei casi di carico immediato potrebbe aver protetto gli impianti dai micromovimenti.